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L'apparato respiratorio garantisce lo scambio di ossigeno e anidride carbonica tra l'organismo e l'ambiente esterno, un processo vitale che l'operatore socio-sanitario osserva e talvolta assiste direttamente, in particolare nelle persone con difficoltà respiratorie croniche o acute.
Le vie aeree si distinguono in superiori e inferiori. Le vie aeree superiori comprendono naso, faringe e laringe, e svolgono funzioni di filtro, riscaldamento e umidificazione dell'aria inspirata. Le vie aeree inferiori comprendono trachea, bronchi e bronchioli, condotti che si ramificano progressivamente, come i rami di un albero rovesciato, fino a raggiungere gli alveoli polmonari, minuscole sacche circondate da una fitta rete di capillari, sede effettiva dello scambio gassoso.
I due polmoni, alloggiati nella gabbia toracica e protetti da una membrana chiamata pleura, sono organi spugnosi ed elastici composti da milioni di alveoli. La respirazione è resa possibile dal diaframma, un muscolo a cupola posto alla base della gabbia toracica, e dai muscoli intercostali. Durante l'inspirazione il diaframma si contrae e si abbassa, aumentando il volume della cavità toracica e richiamando aria verso i polmoni per differenza di pressione. Durante l'espirazione il diaframma si rilassa, il volume toracico si riduce e l'aria viene spinta fuori.
La frequenza respiratoria normale di un adulto a riposo si aggira intorno a dodici-venti atti al minuto, rilevabile osservando i movimenti del torace o dell'addome senza che la persona se ne accorga, per evitare che modifichi involontariamente il proprio ritmo. Una frequenza superiore a venti atti al minuto è detta tachipnea, mentre una frequenza inferiore a dodici è detta bradipnea. La dispnea indica invece la sensazione soggettiva di respiro difficoltoso o affannoso, spesso accompagnata da segni oggettivi come l'uso dei muscoli accessori del collo o l'allargamento delle narici.
Negli alveoli l'ossigeno inspirato attraversa la sottile parete alveolare e passa nel sangue dei capillari polmonari, legandosi all'emoglobina dei globuli rossi per essere trasportato a tutte le cellule del corpo. Contemporaneamente l'anidride carbonica, prodotto di scarto del metabolismo cellulare, passa dal sangue agli alveoli per essere eliminata con l'espirazione. La saturazione di ossigeno, misurabile con il saturimetro applicato a un dito, esprime la percentuale di emoglobina legata all'ossigeno ed è normalmente compresa tra novantacinque e cento per cento.
Tra le condizioni respiratorie croniche più diffuse, in particolare nella popolazione anziana, vi è la broncopneumopatia cronica ostruttiva, spesso legata al fumo, che riduce progressivamente la capacità respiratoria. L'asma bronchiale causa episodi di restringimento delle vie aeree con dispnea e respiro sibilante. La polmonite, un'infezione del tessuto polmonare, è particolarmente pericolosa nelle persone allettate o con difficoltà di deglutizione, per il rischio di inalazione di particelle di cibo o saliva nelle vie respiratorie.
L'operatore rileva la frequenza respiratoria contando gli atti respiratori, osserva il tipo di respiro, regolare o irregolare, superficiale o profondo, e segnala rumori respiratori udibili come sibili o rantoli. Osserva la colorazione delle labbra e delle unghie, poiché una colorazione bluastra, la cianosi, indica scarsa ossigenazione e richiede segnalazione immediata. Osserva la postura spontanea della persona: chi fatica a respirare tende istintivamente ad assumere una posizione seduta o semiseduta, che facilita l'espansione polmonare, ed è compito dell'OSS favorire questa posizione con il corretto posizionamento di cuscini e schienale, oltre a incoraggiare tosse e respirazione profonda quando indicato, e a segnalare tempestivamente ogni variazione significativa del quadro respiratorio abituale.
Suggerimento: leggi il testo una prima volta senza fermarti, poi rileggilo ad alta voce insieme al video quando uscirà. Ripetere ad alta voce aiuta a fissare i concetti e la terminologia tecnica.